Kuchisake-onna

Kuchisake-onna

Kuchisake-onna, ovvero la donna dalla bocca spaccata. Inquietante figura presente nel folklore giapponese, da qualche anno a questa parte, anche nelle leggende metropolitane.

Le leggende metropolitane, lo ricordo, sono delle storie assolutamente insolite, spesso tendenti all’horror, divulgate dalle popolazioni locali e dai media. Così facendo vengono diffuse a velocità elevatissima, aumentandone vistosamente la credibilità…

Ora abbiamo a che fare con una macabra storia, risalente al periodo compreso tra l’VIII e il XII secolo (794 – 1185). Una giovane donna, bellissima, moglie di un samurai. Era molto vanitosa del suo aspetto esteriore e si diceva che tradisse il guerriero in diverse occasioni. Il samurai era molto geloso della donna, a tal punto che un giorno, dopo un terribile attacco d’ira, squarciò letteralmente la donna, aprendole la bocca da un orecchio all’altro… Gridò in seguito “Chi dirà che sei bella adesso?!”.

Cominciarono così a girare voci su una donna che girovagava inquieta nelle notti colme di nebbia, con addosso una mascherina [nota: in Giappone l’utilizzo delle mascherine non è raro, in quanto chi è raffreddato le indossa al fine di non contagiare gli altri]. Una volta incontrato il passante, la donna chiedeva “Trovi che io sia bella? – “Kirei da to omou?. La stessa domanda viene presentata una seconda volta, a quel punto però la maschera veniva sfilata via e rivelava il mostruoso viso al malcapitato, terrorizzandolo fino alla morte.

Un’altra modalità di storia vuole che, se la vittima tentava la fuga dalla donna, veniva inseguita fino a casa ed arrivata sulla soglia veniva uccisa con una lama di pugnale, non prima di averla sfigurata esattamente come lei… L’unico modo per non essere inseguiti, era quello di rispondere affermativamente alle due domande poste dalla donna, per far sì che venisse soddisfatta la sua anima dannata. Altro metodo era quello di lanciarle della frutta, della quale sembrava fosse ghiotta ed approfittare per scappare, intanto che lei mangiava.

In un’altra epoca, precisamente nel periodo Sengoku (1478 – 1605), torna a circolare la storia della Kuchisake-onna, nel quartiere Shijuku. Un dipendente di un locale finì di lavorare molto tardi e rincasando a notte inoltrata, notò, sotto una forte pioggia, una donna completamente zuppa. Le si avvicinò per darle riparo sotto il proprio ombrello, ma scoprì la terribile visione di una bocca completamente sfigurata, che andava da orecchio a orecchio.

Questa condanna è stata registrata anche come leggenda metropolitana, quindi periodo assolutamente moderno. Nel 1979 si diffuse in tutto il Giappone un mormorio di voci su un’altra apparizione della Kuchisake-onna. In quel lasso di tempo si diceva che una donna girava nei bui sobborghi con indosso la tipica mascherina bianca e che fermava i passanti (spesso e volentieri bambini delle elementari o studenti universitari) chiedendo “Pensi che io sia bella?” Inutile dire che il terrore si diffuse, creando non pochi problemi, in quanto i bambini non vollero più andare a scuola…

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